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     Simona Atzori dona il suo 5x1000 a Fondazione Fontana onlus

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    oltre 4000 Beneficiari dei progetti di cooperazione che  si ispirano ad un approccio comunitario e partecipativo.

     

     

     

     

    Quattro i paesi con i quali lavoriamo: Kenya, Ecuador, Bosnia e Israele

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COMUNI/CARE_Nr_20 gennaio 2016

 

 COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

Simona Atzori torna al Saint Martin,  in Kenya

11237929 10153874443786477 383834893782743124 nIn questi giorni è in Kenya Simona Atzori, che ritorna per la terza volta a fare visita al Saint Martin.
"Nella mia ultima visita in Kenya avevo danzato a Mochongoi e per venire a vedermi tante persone si erano fatte 6 ore a piedi perché arrivavano dalla valle sottostante ... Oggi sono stata in quella valle, naturalmente in macchina, e non avevo idea del percorso che avevano fatto queste persone, ma non posso raccontarvelo perché bisogna farlo per capirlo... Bisogna sentirsi immersi dalla natura più selvaggia e andare verso una strada che fisicamente quasi non c'è, ma che ti porta verso vite di tante persone, che si accendono danzando e cantando il Signore... Quel Dio che sembra non essere arrivato fin lì, ma che attraverso la gioia dei loro canti e delle loro danze ti rendi davvero conto che invece è proprio lì con loro, e anche con noi in questa domenica a cantare la nostra vita e la nostra gioia più grande... Noi siamo solo ospiti, ma ci ringraziano perché qui l'ospite è una benedizione e ce ne torniamo verso strade già asfaltate che sono più comode da percorrere, ma che in fondo non hanno lo stesso sapore... Asante Sana (grazie mille). Simona è tornata a  fare visita a Talitha Kum, la casa per bambini orfani di genitori morti di Aids, e con i bimbi di Talitha ha costruito e colorato le mini sedie di cartone portate al Saint Martin dall'Assocazione Mwanga onlus, che assieme a molti altri ha contribuito alla realizzazione del progetto La sedia di cartone. 

Seguici su FB La sedia di cartone/The special chair

 

Saint Martin Day

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Lo scorso novembre tutti noi dello staff del Saint Martin CSA abbiamo ringraziato Dio per i doni dell'anno appena trascorso e abbiamo ricordato il nostro Santo Patrono Martin di Tours.
Come Martin ci insegna, non può esserci incontro senza cambiamento e noi, durante la festa del 7 Novembre, l'abbiamo toccato con mano.
In questo momento storico dove tutto parla di odio, razzismo, intolleranza e divisione tra fedi, la testimonianza più bella è arrivata dalla presenza di esponenti di diverse denominazioni religiose. Una toccante celebrazione è stata tenuta da un vescovo anglicano, un sacerdote cattolico, oltre al "nostro" don Mariano, un esponente della Happy Church, un pastore protestante...per non citare poi il gran numero di frati conventuali e suore di varie congregazioni provenienti dalle città vicine. Che bella atmosfera di fratellanza, che grande rispetto, che esempio di ecumenismo abbiamo respirato a pieni polmoni! Ciò si è intensificato maggiormente al momento della preghiera di rinnovo dell'impegno al servizio comunitario che tutto lo staff, la commissione e il comitato di gestione hanno recitato e a cui ha preso parte anche un volontario musulmano. Il tema era "Vieni e seguimi" dal Vangelo di Marco (10,17-22): Dio ci chiama a seguirlo nell'incontro con gli ultimi, i vulnerabili, i disabili, i poveri, i disperati... Nelle relazioni con coloro che non vengono considerati degni di rispetto dalla società, siamo certi di trovare il vero volto di Gesù.
E noi, durante la festa del Saint Martin CSA, abbiamo accolto alcune donne escluse: un gruppo di detenute della prigione di Nyahururu ci ha allietato con canti e poesie e ci ha fatto riflettere sulla sofferenza che provano quotidianamente ma anche sul loro grande desiderio di rinascita e riaffermazione. Insomma è stata una giornata all'insegna dell'amore fraterno e dell'uguaglianza. (Ilaria e Fabio, Dipartimeno di Pubbliche Relazioni del Saint Martin, Kenya)
 

nato nel 1997 come primo festival internazionale e itinerante di cinema delle religioni per una cultura della pace e del dialogo tra persone, popoli, fedi e culture. - See more at: http://www.religionfilm.com/it#sthash.qtFyQ0Ds.dpuf

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EDUCAZIONE

 

World Social Agenda.  A che punto siamo. A Padova e Trento

logo Quasi 150 sono gli insegnanti di ogni grado scolastico di Padova e provincia che in questi primi mesi dell'anno scolastico sono stati raggiunti dallo slogan "Armi e Bagagli. Guerre, Conflitti e Diritto alla Pace". La scelta di aderire al progetto World Social Agenda con le loro classi ha richiesto come sempre l'impegno a seguire una formazione che quest'anno si è rivelata intensa, diversificata, estremamente attuale. La pace è un diritto? Cosa significa vivere in guerra? Quali interessi si nascondono dietro ad ogni atto di terrorismo, vera guerra contemporanea? Cosa significa costruire la pace in territori di guerra? Può la pace partire dalla convivenza con il nostro compagni di banco? A partire da queste domande si è cercato di individuare dei possibili percorsi incrociando dati, vissuti, esperienze. Intorno a queste domande hanno ruotato anche le due mattinate teatrali che hanno coinvolto 450 studenti delle scuole secondarie superiori: "STUPIDORISIKO - Una geografia di guerra", prodotto da Emergency e interpretato da Mario Spallino, in ottobre, "Ritorni. Ho visto la pace allo specchio" di e con Filippo Tognazzo in dicembre. Su queste direttrici si muoveranno ora i laboratori e i percorsi dedicati alle 120 classi che aderiscono alla World Social Agenda 2015-2016. Un progetto che anche quest'anno sceglie di occuparsi di temi complessi e di fornire strumenti e chiavi di lettura grazie anche alla imprescindibile collaborazione di una fitta rete di partner competenti.

A Trento, dopo la presentazione del percorso  Armi e Bagagli, e dopo aver raccolto le adesioni delle classi interessate (ca. 70), sono quasi terminate le formazioni dedicate agli insegnanti e sono in corso gli incontri di formazione per gli studenti.
Lo scorso 13 novembre le attività sono state aperte presso il Liceo d'Arte A. Vittoria di Trento con lo spettacolo "La scelta. E tu cosa avresti fatto?" messo in scena dagli attori Marco Cortesi e Mara Moschini sulla tragedia del conflitto nei Balcani. All'attività, proposta in collaborazione con l'associazione Docenti Senza Frontiere, hanno partecipato circa 140 persone tra studenti, studentesse e insegnanti.
Sempre a novembre, tre classi seconde del Liceo hanno incontrato il giornalista Rai Raffaele Crocco, curatore per l'associazione 46° Parallelo dell'Atlante dei conflitti e delle guerre nel mondo, che si è confrontato con più di 60 ragazzi e ragazze sugli immaginari della guerra, il ruolo dell'arte in relazione ai conflitti, le responsabilità del comunicatore. Le tre classi parteciperanno alla realizzazione di quaderni etici con la finalità di sensibilizzare sul tema e che verranno distribuiti durante il prossimo anno scolastico negli Istituti comprensivi della Provincia di Trento.

Per approfondire il tema, come ogni anno, Fondazione Fontana propone un Dossier on line . "Storie di guerra e di pace. Dentro un racconto dominato da guerre e violenze, Fondazione Fontana nutre la convinzione che una storia di pace sia possibile; si interroga sugli autori di questa storia, sull'identità delle parti, sui vissuti, sui bisogni, sui sogni di ogni persona a prescindere dal ruolo che la "storia dei vincitori" abbia deciso di affidarle. Una storia di pace può farsi attraverso un processo di convivenza con le differenze, cura e costruzione di un progetto condiviso. Non è possibile negare il conflitto; ma I'unico significato possibile che gli riconosciamo è legato alla possibilità di superarlo o di gestirlo, attraverso il suo riconoscimento e la sua trasformazione. Per fare ciò è necessario provare a far convivere le differenze, non ad annientarle. Se in un conflitto il "differente da me" è il nemico, quello che combatto, allora, forse lo sono anch'io per lui, nemico. Una categoria inventata, esito di un processo sociale e culturale, il nemico giustifica la mia esistenza in opposizione a quella di un altra persona. Ancora una volta c'è bisogno di ponti per decostruire quest'idea, di luoghi di contatto e di incontro. Anche questo è l'esito di un agire costruttivo. Servono scelte, persone che intenzionalmente compiano delle azioni: saltare i muri, costruire ponti, come invitava a fare Alexander Langer, nel 1994, nel suo Tentativo di Decalogo per la convivenze inter-etnica. [...] è di fondamentale rilevanza che qualcuno, in simili società si dedichi all'esplorazione ed al superamento dei confini: attività che magari in situazioni di tensione e conflitto assomiglierà al contrabbando, ma è decisiva per ammorbidire le rigidità, relativizzare le frontiere, favorire l'inter-azione". Leggi il Dossier on line

www.worldsocialagenda.org

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INFORMAZIONE

Oltre 180.000 i fan di Unimondo!!!
 

facebook umIl 10 dicembre, giornata internazionale per i diritti umani, Unimondo  www.unimondo.org ha compiuto 17 anni. Il portale è dedicato ai temi della pace, dei diritti umani, dell’ambiente, della democrazia e dei nuovi stili di vita.  Anzi. Alcuni numeri parlano chiaro: presenza sul web ormai sedimentata con circa mille visitatori quotidiani; il numero di fan su Facebook, con circa mille visitatori quotidiani, si è quadruplicato nel corso degli ultimi due anni, superando i 180.000 fan. Secondo il sito alexa.com che monitora i siti di tutto il mondo, Unimondo è il sesto sito italiano della categoria “Diritti umani e libertà” subito dopo a organizzazioni come Emergency e Amnesty. "Proprio oggi c’è bisogno di informazione di qualità. Vediamo come il terrorismo internazionale riesce ad utilizzare la comunicazione, soprattutto internet, come veicolo propagandistico, come vera e propria arma che amplifica le gesta di violenza e di distruzione. Chi invece vuole far progredire i valori di umanità e di tolleranza, deve usare la comunicazione all’opposto, moltiplicando le analisi e gli approfondimenti critici, dando voce pure alle esperienze positive che ci sono" (Piergiorgio Cattani, direttore di Unimondo) www.unimondo.org

 

PARTECIPAZIONE

Uno sguardo sui prossimi appuntamenti

PADOVA

25 febbraio

Torna LA PIETRA SCARTATA giovedì 25 febbraio ore 20.45 a Padova - Teatro dell'Opsa di Sarmeola di Rubano. Il titolo della serata di  quest'anno è  RiCostruire Vita. Le Ospiti saranno Irene Sisi e Claudia Francardi. Irene Sisi è madre di Matteo Gorelli, il giovane di 20 anni che nel 2011 aggredì due carabinieri a Pitigliano provocando poi la morte, dopo più di un anno di coma, di uno dei due. Claudia Francardi è la moglie del carabiniere ucciso. Insieme hanno fondato l'associazione "AmiCainoAbele", nata dopo un lungo percorso che ha avvicinato le due donne, unite dal dolore, ma anche dal perdono.

Presenta la serata Arianna Prevedello. Musica con gruppo a cappella

 


 


 

 

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