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    oltre 4000 Beneficiari dei progetti di cooperazione che  si ispirano ad un approccio comunitario e partecipativo.

     

     

     

     

    Quattro i paesi con i quali lavoriamo: Kenya, Ecuador, Bosnia e Israele

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COMUNI/CARE_Nr_25 febbraio 2017

  COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

L'atleta paralimpica Martina Caironi e il suo viaggio in Kenya in visita al Saint Martin

caironi Martina Caironi, portabandiera dell'Italia Paralimpica a Rio 2016, è detentrice del record del mondo nei 100 metri, distanza sulla quale è imbattuta dal 2012 e che le ha regalato due medaglie d'oro olimpiche  a Londra 2012 e a  Rio 2016.
A gennaio ha accolto l'invito di Fondazione Fontana che le ha proposto un viaggio in Kenya per conoscere la realtà del Saint Martin ed eventualmente diventarne ambasciatrice. Conoscere i progetti del Saint Martin e come vengono coinvolte le comunità locali nel prendersi a cuore le persone più fragili al loro interno è stato lo scopo principale del viaggio. Ma un'atleta come lei non poteva rinunciare ad un giro di pista, e così un pomeriggio si  reca allo stadio.
Durante il tragitto, camminando con uno zainetto sulle spalle e una gamba tra le braccia, Martina sollecita l'attenzione di tutti e in particolare di alcuni bimbi che, meno timorosi degli adulti, le si avvicinano incuriositi dai capelli e dall'oggetto che trasporta. In questo contesto, una ragazza bianca che si avvicina alla pista desta già curiosità, se ha i capelli colorati di verde l'attenzione aumenta, ma se poi si toglie la gamba da passeggio per inserirsene una con una lama con cui inizia a correre...allora più nessuno può far finta di niente. Dopo un giro di pista, iniziano le domande. Martina prende fiato e comincia a raccontare la sua storia. Dell'incidente stradale che a 17 anni le ha fatto perdere la gamba sinistra. Della fatica di accettare la disabilità, ma soprattutto di come questa sia stata l'inizio di una nuova, inaspettata, meravigliosa avventura. Una corsa nella vita e nello sport che l'ha portata ad essere una campionessa olimpica e mondiale. Le persone attorno a lei incalzano, sono curiose di conoscere meglio questa ragazza bianca dai capelli verdi, ma anche il suo arto artificiale. Martina sa bene che protesi come la sua non sono comuni. Si siede per terra, si sfila la gamba e con molta semplicità mostra le varie caratteristiche e del perché durante la finale olimpica a Rio stava per sfilarsi.
Sono quasi le 18, il sole sta velocemente cedendo il passo alle prime luci della sera, è tempo di tornare a casa. Martina saluta, si rimette la gamba da passeggio e si avvia verso il Saint Martin. Ognuno condividerà a suo modo l'incontro con la campionessa dai capelli verdi e con la gamba speciale; chi racconterà della protesi con la lama al posto del piede, chi della felicità di correre a fianco di una campionessa olimpica, chi della sorprendente normalità di essere disabile. Tutti però persuasi che, indipendentemente da ciò che accade, il futuro dipende solo da noi. (Luca Ramigni, Fondazione Fontana Onlus,  in Kenya con Martina Caironi).

Martina e Chiara: un'esperienza di tirocinio al Saint Martin in Kenya

P70128-115846 Karibuni! Martina Frattini e Chiara Sinigaglia sono due giovani studentesse universitarie. L'attività di tirocinio che le Università prevedono nell'ambito della formazione professionale,  le porterà al Saint Martin dopo un percorso di preparazione e di studio fatto qui in Italia, accompagnato da Fondazione Fontana Onlus. Martina ha 25 anni, sta studiando a Pavia ed è iscritta alla laurea specialistica in Scienze politiche – Studi dell'Africa e dell'Asia. Al Saint Martin ha concluso in questi giorni d'inizio febbraio due settimane di lavoro di campo per la raccolta dati finalizzata al suo progetto di tesi. Il suo obiettivo l'ha spinta a Nyahururu alla ricerca di una correlazione tra l'HIV/AIDS, la povertà e la sicurezza alimentare in Kenya attraverso la comparazione di tre diverse aree del paese. Chiara Sinigaglia ha 21 anni, è vicentina e a Trento studia Scienze politiche e relazioni internazionali. Partirà a metà febbraio. Il suo progetto di lavoro durerà tre mesi con l'obiettivo di indagare le modalità di azione e di organizzazione di un'associazione su base comunitaria come il Saint Martin, per verificare la connessione tra progetto di sviluppo, progresso sociale e realtà locale. Chiara, con curiosità, si porta in Kenya una domanda che sta molto a cuore a molti di noi. Forme alternative di cooperazione possono davvero costituire un valido strumento per uno sviluppo adeguato dei territori, e in questo caso qual'è la "migliore" cooperazione possibile in grado di attivare o innovare processi di trasformazione positiva dei territori? Safari njema a chi parte, ma anche a chi torna.

Progetto HIV-Dipendenze: la storia di John

saint martin community

"Mi chiamo John. Ho iniziato a bere quando ero alle superiori, spinto dai compagni. Ho comunque superato l'esame di stato e sono riuscito a raggiungere un punteggio minimo per poter accedere ad un'università pubblica. Quando ero all'università bevevo quasi ogni giorno e mano a mano che il tempo passava la mia dipendenza peggiorava.  Dopo la laurea ho trovato un'occupazione in una scuola superiore. Nel giro dei seguenti sette anni ho trovato e perso il lavoro in ben diciassette scuole.  Anche i rapporti con i miei familiari, con i colleghi, con gli amici e con il mio capo si sono fatti difficili con il passare del tempo, via via che la mia dipendenza dall'alcol peggiorava. Alla fine ho perso tutto e mi è rimasto solo il bere. Stavo per perdere il lavoro, quando i miei familiari si sono rivolti al Saint Martin. Sono stato seguito da un counsellor esperto di dipendenze ma mi sono rifiutato di prendere in considerazione i suoi consigli. Dopo molti tentativi falliti il counsellor, d'accordo con la mia famiglia, ha deciso di portarmi in un centro di riabilitazione contro la mia volontà. Alla fine, dopo due settimane ho iniziato a presentarmi alle sessioni di counselling e ad altre attività all'interno del centro, e piano piano ho iniziato a convincermi che era la cosa giusta da fare e che non sarei tornato indietro. Ora sono sobrio da quattro anni e sono determinato a continuare su questa strada. La mia vita è cambiata e vorrei contribuire a cambiare quella di altre persone: ecco perché ho deciso di impegnarmi a mia volta come volontario nel Programma per le Dipendenze del Saint Martin".

John è solo uno dei beneficiari del Programma per le Dipendenze e l'HIV del Saint Martin, supportato dalla Provincia Autonoma di Trento – Assessorato all'Università e ricerca, politiche giovanili, pari opportunità, cooperazione allo sviluppo con un progetto triennale in fase di chiusura. Obiettivo del progetto era migliorare la gestione comunitaria delle dipendenze da alcol e droghe e dei casi di HIV/AIDS, in particolare puntando ad aumentare la sensibilità e la capacità di risposta della comunità rispetto a queste problematiche.
L'approccio del Saint Martin, che punta al coinvolgimento di tutti (abili e vulnerabili) nell'affrontare i bisogni dei gruppi vulnerabili in seno alla comunità, è stato utilizzato come principio guida nella progettazione e nell'implementazione delle attività. www.saintmartin-kenya.org

nato nel 1997 come primo festival internazionale e itinerante di cinema delle religioni per una cultura della pace e del dialogo tra persone, popoli, fedi e culture. - See more at: http://www.religionfilm.com/it#sthash.qtFyQ0Ds.dpuf

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EDUCAZIONE 

Migrazioni e diritto al futuro: uno sguardo sui laboratori della World Social Agenda

labroatori ridottaMigrazioni e diritto al futuro è il tema del progetto World Social Agenda di quest'anno. A svolgere i laboratori nelle oltre 100 classi delle primarie e secondarie di primo grado che hanno aderito al progetto sono gli educatori di  ACS, Amici dei Popoli, Cooperativa ConTatto Cemea Veneto e Fare il Mappamondo. Abbiamo chiesto ad una di loro di raccontare come si stanno svolgendo i laboratori.  "Portare un tema come quello delle migrazioni nelle scuole non è semplice. Capita spesso che i ragazzi di 13, 14 anni vivano le informazioni che giungono loro dai media in maniera distaccata, come se la cosa non li riguardasse, o a volte considerando il tema genericamente un "problema", sposando opinioni diffuse e superficiali. Il laboratorio in cui vengono coinvolti ha l'obiettivo di risvegliare la loro coscienza critica: con l'ausilio dei dati, offerti nella loro complessità e interezza, cerchiamo di dare un panorama quanto più possibile chiaro ed esaustivo del fenomeno delle migrazioni internazionali. Il primo passo di questo percorso punta sull'immedesimazione e su una lettura di contesto e situazione da un punto di vista diverso dal loro: da qui quindi l'idea di coinvolgerli in un gioco di ruolo, ispirato a storie e testimonianze di loro coetanei, in cui i ragazzi diventano protagonisti di una migrazione, e nel  viaggio sono costretti ad affrontare svariate situazioni di incontro, difficoltà, scelte ed imprevisti. La dimensione della quotidianità e la prossimità anagrafica facilitano la comprensione di tali situazioni e favoriscono l'empatia e la consapevolezza delle condizioni del migrante. Questo "esercizio" di immedesimazione viene poi consolidato da esperienze personali e famigliari di migrazione, che condividono con i compagni. L'attività ha il pregio di spaziare nel tempo, abbracciando esperienze di più generazioni con l'obiettivo di accrescere il sentimento di cittadinanza mondiale e di condivisione di una condizione universale legata alle necessità dell'essere umano di mettersi in viaggio, migrare, scoprire, incontrare. Confortati dalla lettura oggettiva delle cifre e dei dati delle migrazioni attuali, si riflette sui pregiudizi e gli stereotipi che spesso e a volte inconsapevolmente si fanno propri, basandosi su informazioni incomplete o parziali, e che contribuiscono ad una visione limitata dell'ambiente sociale e culturale in cui si vive e in cui si è chiamati ad essere responsabili e attivi " (Marianna De Renoche, ACS).

Per quanto riguarda Trento, ci piace riportare la voce di un'insegnante che ha aderito al progetto e che ha commentato così il laboratorio: "l'esperienza di oggi e' stata un vero successo. Ho notato sensibilità, interesse, partecipazione da parte di quasi tutti gli studenti e le studentesse coinvolti. Certamente è stata un'occasione vera per entrare in contatto diretto con chi vive diversamente da noi e spesso e' gravato dai pregiudizi sociali e ideologici di chi e' "diverso". La classe mi ha chiesto di approfondire l'esperienza". (Nunzia Saccà,  insegnante di Trento)

Per ulteriori approfondimenti :
World Social Agenda /PADOVA
World Social Agenda / TRENTO

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INFORMAZIONE

 Unimondo lancia la campagna "Amici di Unimondo"

fumettoUNI 18anni ok largeUnimondo, un progetto sostenuto da Fondazione Fontana Onlus, è un giornale online che si occupa di ambiente, diritti umani, pace, cooperazione internazionale, democrazia, nuovi stili di vita. Cerca di fornire notizie di qualità per comprendere l'attualità ma anche conoscere luoghi, pensieri, possibilità, buone pratiche sconosciute.
In occasione dei suoi 18 anni, festeggiati a Trento il 14 dicembre, Unimondo ha lanciato la campagna "Amici di Unimondo". Un appello rivolto a sostenitori, lettori e a quanti credono che "in questo momento storico servono voci capaci di informare secondo valori democratici oggi in pericolo in molte parti del mondo e servono "fucine" di idee e buone pratiche dove giovani giornalisti impegnati (più di 150 in questi anni) possano trovare spazio per esprimere la loro professionalità".
In molti hanno già aderito all'appello, entrando così nel club degli amici di Unimondo. Proponiamo a quanti lavorano per questi obiettivi di pace e di giustizia di fare come loro, sostenendo Unimondo. Pensiamo che non sia una donazione quanto piuttosto un investimento per la nostra comunità che deve continuare a guardare al mondo, sognando anche di poterlo cambiare.
Gli amici di Unimondo sono: Diego Andreatta, Marco Andreatta, Michele Andreaus, Iva Berasi, Elisabetta Bozzarelli, Simonetta Bungaro, Jenny Capuano, Gianfranco Cattai, Mauro Cereghini, Luisa Chiodi, Alberto Conci, Donatella Conzatti, Paolo Curcu, Marta Dalmaso, Giorgio Dossi, Alberto Folgheraiter, Mariangela Franch, Lucia Fronza Crepaz, Fulvio Gardumi, Paolo Ghezzi, Michele Lanzinger, Camilla Lunelli, Alessandro Martinelli, Michele Nardelli, Jason Nardi, Vincenzo Passerini, Massimiliano Pilati, Fabio Pipinato, Violetta Plotegher, Diego Schelfi, Paolo Tonelli, Giuseppe Zorzi. GRAZIE !!!! Info a questo link

 

PARTECIPAZIONE

 Uno sguardo sui prossimi appuntamenti

PADOVA

17 febbraio

CENA KENYANA PER IL SAINT MARTIN

Venerdì 17 febbraio alla Cà Sana a Padova sarà presente la nostra amica Martina Caironi, atleta paralimpica e portabandiera dell'Italia alle paralimpiadi di Rio 2016. La cena, organizzata nell'ambito della rassegna A tavola con il mondo, sarà anche un'occasione per sostenere il Saint Martin in Kenya. La cena è su prenotazione a 24 euro di cui 8 sono destinati ai progetti in Kenya. 

 

PADOVA

23 marzo

LA PIETRA SCARTATA. GUARIGIONI

Giovedì 23 marzo alle 20.45 appuntamento con La pietra scartata a Padova. Una serata di immagini, musica e parole con Piergiorgio Cattani, giornalista, Emanuela Artini e Paolo Ghezzi, genitori di Alessia ed autori del libro Filololò rema nell'aria. ,musica con Curly Frog & The Blues Bringers. Teatro dell'Opsa, Sarmeola di Rubano (PD), Via della Provvidenza 68. Ingresso libero.

 


 

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