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    Martina Caironi, l'atleta paralimpica protagonista del nuovo documentario di Fondazione Fontana Onlus e Marco Zuin Niente  Sta Scritto vince l'oro ai mondiali di Londra 2017 nei 100 metri e nel salto in lungo.

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Niente Sta Scritto

 

 

La vita riserva sorprese, anche positive: niente sta scritto.

 

Grazie alle persone, alle relazioni, ai desideri, alle rassicurazioni e anche alle conflittualità, l'esistenza cambia. 

Niente Sta Scritto è il nuovo documentario del regista Marco Zuin, realizzato in collaborazione con Fondazione Fontana Onlus e le musiche della Bottega Baltazar. Il regista ha già al suo attivo parecchi titoli tra cui "La sedia di cartone" – un film breve del 2015 che ha avuto molti riconoscimenti a livello internazionale.
Il film entra nella vita di Martina Caironi, l'atleta paralimpica con protesi più veloce al mondo, vincitrice dell'oro nel salto in lungo e nei 100 metri alle paralimpiadi di Londra 2017 e di Piergiorgio Cattani, scrittore, giornalista e direttore del portale www.unimondo.org, affetto da una grave forma di distrofia.
"Niente sta scritto" non è un'altra storia di disabilità o di una malattia. Parla di guarigione, che va oltre il corpo fisico. È un film sulle possibilità, in cui l'unica via d'uscita è la consapevolezza di poter fare sempre qualcosa per gli altri.

foto sito

Ognuno di noi sperimenta che, nel bene o nel male, non accadono mai le cose che preventiviamo. Nella vita ci sono sempre sorprese, anche positive. Grazie alle persone, alle relazioni, ai sogni, all'impegno concreto e anche alle difficoltà impreviste, anche un'esistenza segnata da eventi spiacevoli – come può essere una malattia o un incidente – può dipanarsi secondo i propri desideri.
Seguendo questo pensiero, il film entra nella storia dei due protagonisti, in vicende che, pur non intrecciandosi mai, procedono parallele, dimostrando che è possibile aprire percorsi controcorrente, vincendo il rischio di emarginazione e di chiusura in se stessi.
È il racconto del possibile ruolo della comunità nei confronti di chi vive situazioni di vulnerabilità. La relazione sincera con la persona vulnerabile, sia essa un disabile, un povero, un emarginato, un migrante, chiunque fatica a seguire i ritmi della società, può indurre un processo di miglioramento personale e comunitario. Il riconoscimento e l'accettazione della vulnerabilità di ognuno, anche della propria, diventa un fattore paradossalmente positivo per la relazione con se stessi e con gli altri. Un approccio aperto e solidale alla diversità può contribuire a una maggiore coesione e inclusione sociale.

"Un ragazzo si perde nel deserto con il suo cammello. La carovana a cui apparteneva non si accorge di nulla e prosegue la sua marcia tra la sabbia e le rocce. La sorte del ragazzo è segnata. Il deserto non perdona. Tornare indietro per cercarlo è impossibile. Ma qualcuno, nonostante gli avvertimenti, prova ugualmente a salvarlo. E ci riesce. Lo ritrova ormai stremato. Lo disseta e lo riporta all’accampamento. Il protagonista della vicenda, Lawrence d’Arabia, ha la forza di dire ad un incredulo Sherif Ali ibn al-Kharish, il suo compagno arabo: “Niente sta scritto”. Questa è una delle scene più note del kolossal del 1962 “Lawrence d’Arabia” diretto da David Lean. Indimenticabile è il dialogo tra Peter O’Toole (che impersona El Lawrence) e Omar Sharif (il comandante arabo) che, alla sera attorno al fuoco, ritornano sui temi del destino e della libertà. L’esistenza riserva sorprese, anche positive: niente sta scritto. Nulla è scontato, nel bene e nel male. La vita (anche quella biologica) è segnata dalla libertà, il destino dalla necessità: ma la vita supera il destino. Questa è la lezione del giornalista e romanziere russo Vasilij Grossman. In questo film documentario non c’è il deserto. Ci sono strade, montagne. La città di Trento, l’altopiano del Kenya. Non ci sono attori come O’Toole o Sharif, ma due persone normali e, allo stesso tempo, particolari. Che devono fare i conti con numerose difficoltà, testimoniando però come davvero “Niente sta scritto”. (testi di Piergiorgio Cattani. I testi sono estratti dal booklet che accompagna il dvd Niente Sta scritto)

 

PGCPiergiorgio Cattani (classe 1976) è uno studioso e giornalista trentino.È editorialista del quotidiano “Trentino” e direttore del portale online unimondo.org. Da sempre convive con una grave malattia degenerativa, è impegnato politicamente e culturalmente in varie iniziative, cercando di fare della sua attività di scrittura uno strumento al servizio della comunità. Pignolo testardo ed esigente, ma anche disponibile creativo e instancabile.

 

 

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Martina Caironi (classe 1989) è una giovane atleta paralimpica. A 18 anni è rimasta coinvolta in un incidente stradale che le ha causato l’amputazione della gamba sinistra all’altezza del femore. Oggi è pluricampionessa olimpica, la donna con protesi più veloce al mondo. Alle sue protesi ha dato nomi buffi: con Berta cammina e va a ballare con le amiche, con Cheeta corre e va più veloce del vento. 

  

Il progetto è realizzato con il sostegno di Provincia Autonoma di Trento, ITAS Mutua e Fondazione Caritro - il contributo di Acustica trentina, Edizioni Centro Studi Erickson, Fondazione Zanetti Onlus e Karrell srl e il patrocinio del Comitato Italiano Paralimpico. Hanno collaborato: Banca Popolare Etica, Gtv, Handicrea, Opsa, Mwanga Onlus, Maskuti Viaggi

 

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Per richiedere Niente Sta Scritto, che contiene  dvd e booklet  con testi di Piergiorgio Cattani e immagini dal documentario:

 www.fondazionefontana.org  / Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  / 

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